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Scrittura

Ho iniziato da bambina, la prima storia è su un noce ambientata al Lago di Garda si riferiva ad una pianta che era nei campi; mi ispirava il noce. C’è da dire che da bambina ero come sono adesso cioè poco socievole; dovevo stare sempre riguardata a causa di una caduta e questo sicuramente ha fatto sì che la lettura, la scrittura, l’invenzione, comunque l’immaginazione si sviluppassero molto.

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I libri, di tutti i tipi, anche bruttissimi, sono stati importanti. I miei amici erano Pippi Calzelunghe, il Barone Rampante a cui invidiavo gli alberi, il terribile Heathcliff di Cime Tempestose… insomma gente tostissima! La parola per me ha il potere di “andare” in mondi diversi, è una forma di levitazione in qualche modo. Ognuno (o quasi!) ha un suo strumento attraverso cui “contattare il mondo”, questo strumento può essere la parola, la matematica, il denaro… o tanti altri.

A volte è salvifica, un esempio magnifico è Sherazade nelle “Mille e una notte”, la parola di Sherazade inventa mondi, cura la rabbia e salva la vita a molte donne quando il gran visir si innamora di lei, decide si sposarla e pone fine all’ ecatombe in atto. Quindi riconosco alla parola questo potere magico di curare lenire e di creare realtà. Quando la vita è particolarmente difficile o dolorosa la parola ha il potere di salvarti laddove riesce a rendere  ciò che stai vivendo più sostenibile.

Lo spazio in cui la parola si forma è il silenzio. È dal silenzio che nasce la parola, infatti la forza di un discorso, in certi casi, può essere proprio nei silenzi tra una parola e quella che segue. Pensiamo alle formule magiche nelle storie; la formula magica detta a voce alta o dentro di sè fa esistere ciò che si sta pensando e pronunciando a voce alta; la parola, detta con una certa intenzione, fa esistere ciò che viene detto.
La scrittura e la parola sono anche dei portali, dei luoghi di comunicazione tra noi e altre dimensioni e non solo, anche con l’aldilà perché alcuni scrittori non ci sono più e quindi il libro diventa il luogo d’incontro tra noi e l’al di là in cui sono. Sono una forma di evocazione.
Spesso ho scritto a quattro mani, con Giorgio Celli e Gianfranco Di Nino, e ciò richiede  intesa di spirito e tanta pazienza. Scrivere a quattro mani è un’esperienza interessante, significa sostanzialmente un po’ condividere un sogno, e richiede molto contenimento di sé, un giusto equilibrio tra  capacità di espansione e contenimento. Io spesso ho scritto a quattro mani perché la scrittura per me, come la pittura per qualcun altro, è anche un canale per comunicare con l’altro e scambiarsi un po di vita, e l’altro è colui con cui stai agendo con un’intesa profonda che non è necessariamente fatta di cose dette e scambiate è un’affinità nel profondo, senza tutto ciò diventa un lavoro! Vita e lavoro, la stessa cosa. La scrittura è un esercizio dello spirito, una meditazione.

Laboratori

Laboratori di scrittura e scrittura creativa applicata a tecniche di pratica bioenergetica

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Sono Costanza Savini S, mi occupo di Scrittura & Bioenergetica.

Eventi

20/08/2020 – Laboratorio per bambini – Bologna
14/11/2020 – Presentazione “L’occhio della farfalla” – Milano Bookcity